Olio, sequestrati 80 mila quintali di falso extravergine

28 giu 2012 | Attualità
Olio, sequestrati 80 mila quintali di falso extravergine
Operazione 'Arbequino': l'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena è stata condotta dall'Icqrf in collaborazione con la Guardia di Finanza. L'assessore Manzato chiede la convocazione della Commissione Politiche agricole



Olio, sequestrati 80 mila quintali di falso extravergine
“L’efficace collaborazione tra gli organismi di controllo dello Stato ha impedito una truffa di straordinarie dimensioni ai danni dei nostri consumatori, portando al sequestro di oltre 80 mila quintali di falso olio extravergine made in Italy. Una nuova dimostrazione dell’importanza dei controlli effettuati su tutto il territorio a difesa di una delle produzioni più rappresentative della qualità della produzione agroalimentare italiana”.
Così il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, ha commentato i risultati dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Siena e denominata operazione Arbequino.
L’attività, condotta per il Mipaaf dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (Icqrf), in collaborazione con la Guardia di Finanza di Siena, ha portato al sequestro di 43.239,34 quintali di olio extravergine di oliva ottenuto dalla illecita miscelazione con materie prime di categoria inferiore, quali oli di oliva lampanti e vergini aventi caratteristiche qualitative di scarso pregio. Senza questo intervento, i responsabili della frode avrebbero commercializzato questo prodotto falsificandone la categoria qualitativa, con un grave danno per i consumatori e per la leale concorrenza.
Nel corso dell’indagine gli inquirenti hanno inoltre sequestrato 38.501,52 quintali di olio extravergine di oliva (dichiarato 100% Italiano) ottenuto dalla miscelazione di prodotti di origine spagnola e greca, venduto a numerose ditte imbottigliatrici ad un prezzo assolutamente in linea con le aspettative del mercato nazionale, producendo, anche in questo caso, l’effetto falsato tra qualità e prezzo.
L’indagine della Procura della Repubblica di Siena ha consentito, grazie all’attività dell’Icqrf e della Guardia di Finanza, l’accertamento una frode molto estesa nel settore oleario che coinvolge diversi Paesi del bacino del Mediterraneo. L’attività, inoltre, ha portato il Tribunale di Siena all’emissione di 6 ordini di custodia cautelare a carico degli indagati coinvolti.

Cno si costituisce parte civile
"Il Cno - ha rimarcato Gennaro Sicolo, presidente del Consorzio nazionale degli olivicoltori - si costituirà parte civile contro i responsabili dei reati venuti alla luce in provincia di Siena. Noi produttori basiamo la nostra azione sul mercato puntando sulla qualità, sull'autenticità e sul legame con il territorio. Gli operatori fraudolenti arrecano un danno incalcolabile al settore. Ora chiederemo conto e li costringeremo ad assumersi le responsabilità derivanti delle loro azioni".

L'assessore Manzato chiede la convocazione della Commissione Politiche agricole
"Sono esterrefatto: in Italia si viene a sapere tutto di tutti, ma non si conoscono mai i nomi di chi fa della contraffazione un mestiere". Lo diceFranco Manzato, assessore veneto all'Agricoltura e alla tutela dei consumatori, in riferimento al sequestro. "Complimentandomi con le forze dell'ordine – aggiunge Manzato – per l'impegno nel portare alla luce le truffe al made in Italy, chiedo la convocazione della Commissione Politiche agricole per proporre ai ministeri competenti l'adozione di misure di contrasto alle frodi alimentari. Una richiesta che rivolgo in modo pressante anche alla luce del fatto che al Senato è ancora bloccato il disegno di legge a tutela della qualità dell'olio d'oliva e che tale iniziativa corre addirittura il rischio di essere impallinata dal Governo, cosi come è accaduto per la disciplina del succo d'arancia".

Ceq 'Da anni perseguiamo la strada della trasparenza e della qualità'
"Bene i provvedimenti dell'Autorità giudiziaria. Il consorzio Ceq ha anticipato di 10 anni la necessità che oggi tutti reclamano di restringere le regole di qualità e aumentare la trasparenza" ha affermato Elia Fiorillo, presidente del Consorzio extravergine di qualità.
"Quando nel 2003 chiedemmo per primi a Bruxelles, l'autorizzazione di scrivere in etichetta i paesi di provenienza degli oli extravergini che componevano i blend delle nostre marche associate, forti dei nostri parametri restrittivi, volevamo dare un messaggio di trasparenza ai consumatori,  ma l'autorizzazione ci fu negata perché i tempi non erano ancora maturi – aggiunge Fiorillo – ma oggi le vicende ci danno ancora una volta ragione". Occorrono molti sforzi e investimenti per educare il consumatore per riconoscere la qualità degli oli extra vergini e compiere scelte consapevoli, ma un consumatore esigente, attento e informato è l'unica vera garanzia affinché  gli oli di qualità e le imprese virtuose possano trovare un'adeguata soddisfazione nel mercato.

Cia, Politi 'Ogni anno una truffa da 1,5 miliardi di euro. Tutelare consumatori e agricoltori'
"Con questa operazione si è salvaguardato un prodotto simbolo della qualità agroalimentare italiana, tutelando sia i consumatori che gli agricoltori del Paese". Lo ha affermato il presidente della Cia, Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi.
"In Italia il volume della frode alimentare - ha aggiunto Politi - si aggira intorno ai 4 miliardi di euro l'anno. Solo nel settore dell'olio extravergine raggiunge il miliardo e mezzo di euro". "Ribadiamo l'esigenza della 'tolleranza zero' per chi sofistica e inquina gli alimenti. Chiediamo di rendere sempre più rigorosi i controlli e di intensificare la lotta alle falsificazioni. Di grande rilevanza è inoltre la tracciabilità del prodotto".

Confagricoltura 'Evitata l'ennesima truffa a danno dei consumatori e dei produttori'
"E' stata evitata una colossale truffa a danno dei consumatori e dei produttori". Questo il commento di Confagricoltura che continua: "E' una dimostrazione dell'importanza dei controlli effettuati su tutto il territorio a difesa di una delle produzioni più rappresentative della qualità della produzione agroalimentare italiana."
"Fatti come questo vanificano gli sforzi profusi dalle aziende virtuose che investono in qualità e promozione, e che subiscono la concorrenza di operatori senza scrupoli, che distruggono anni di lavoro e l'immagine dell'intera produzione agroalimentare italiana".

Coldiretti Toscana 'Un danno all'immagine da milioni di euro. Manca la trasparenza nelle etichette, '
"Il danno delle frodi ha effetti devastanti sull'immagine della Toscana nel mondo, ci costa milioni di euro". Questo il commento di Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana. "L'unica contromisura per difendere produttori e consumatori fino a che non avremo un'etichetta veramente trasparente sono i controlli". Sotto accusa è anche la mancanza di trasparenza visto che 4 bottiglie di olio extravergine su 5 in vendita contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate. E questo nonostante sia obbligatorio indicarla per legge in etichetta dal primo luglio 2009, in base al Regolamento comunitario n.182 del 6 marzo 2009. "Per questo è importante - conclude Marcelli - la proposta di legge salva-olio made in Italy sottoscritta da numerosi parlamentari. E' necessario rendere veramente trasparente la provenienza dell'olio che finisce nelle nostre tavole".